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13 Luglio 2012 Sangalli "L'aumento dell'iva sarebbe un autogol"Da "La Stampa" dell'8 luglio 2012 (di Raffaello Masci) dal : 13 Luglio 2012 al : 13 Agosto 2012Intervista di RAFFAELLO MASCIda "La Stampa" dell'8 luglio 2012 Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, fatta la spending review sono cominciate le proteste, i distinguo, le minacce di sciopero addirittura. Lei che rappresenta 800 mila imprese, come la vede?«Le rispondo subito dicendo che la vedo con grandissimo favore, ritengo che questa sia la strada giusta e che sia importantissimo continuare. Se penso a tutte le volte che ho sentito dire dai governi del passato che contrarre la spesa era difficilissimo se non impossibile...» Dunque Monti promosso. Ma se dovesse fare una critica? «Sarebbe quella di non aver iniziato prima. Il segnale che il governo hamandato al paese all'inizio è stato quello di tirare la cinghia e aprire il portafoglio e questo ha generato attriti e insofferenze: aumento dell'Iva, ripristino dell'Ici con la nuova Imu, eccetera. Invece si sarebbe dovuto varare, già allora, anche la revisione della spesa». Assalto alla diligenza: lei è stato di questa espressione. Si vara una misura draconiana e poi si cercano gli sconti. Come andrà a finire questa volta? «Guardi, non sono tempi da assalto alla diligenza. Mi pare di capire che le forze politiche di maggioranza ne siano abbastanza consapevoli. Poi, certo, si eccepisce su un punto piuttosto che un altro, e si potranno trovare aggiustamenti, ma a saldi invariati». Venticinque miliardi di tagli sono un fatto rilevante, ma si parla già di altri sei miliardi da trova re: non rischiamo una dieta troppo drastica? «Le rispondo con una considerazione generale e una specifica sul punto da lei sollevato. La questione generale è che Bondi ha analizzato un campione di 60 miliardi (su un totale di circa 800 miliardi di spesa complessiva), e facendo questa revisione ha già trovato i parametri per ridurre la spesa di 25 miliardi in maniera strutturale. Quindi, seguendo questo metodo, è certo che si possono e si debbono trovare altre voci da tagliare senza mettere in ginocchio il paese, anzi risanandolo. In questo quadro - e vengo alla questione che mi pone - non sarà difficile trovare i sei miliardi che servono per allontanare per sempre l'ipotesi di un incremento dell'Iva, che altrimenti scatterà a luglio 2013». Apropositodi Iva: hannoau mentalo l'aliquota di un punto e il risultato è stato quello di una riduzione del gettito. «E che si potevano aspettare? La crescita è scesa di due punti, i consumi degli italiani di quasi tre». Traggo una conclusine dalle sue parole: toccate tutto ma non l'Iva! Un vecchio slogan di Confcommercio. «Abbiamo noi per primi iniziato questa partita, e poi abbiamo registrato con favore che altri ci hanno seguito. Dunque, gli obiettivi, a medio termine, secondo noi devono essere due: abbassare la pressione fiscale per ridare fiato alla domanda interna, e tenere fermo il principio del pareggio di bilancio». Con quali soldi, presidente? «Con la lotta all'evasione e all'elusione fiscale e con il metodo della spending review protratto nel tempo. Ma vorrei anche fare una ulteriore proposta: nella delega fiscale era scomparso il fondo taglia tasse. Io credo che andrebbe ripristinato: la gente vedrebbe così una fine del tunnel». Una domanda sui saldi che sono iniziati ieri. Che vi aspettate? «Che vuole che le dica: la situazione del paese è quella che è, i consumi sono al lumicino. Le nostre aziende faranno i salti mortali... ma per i miracoli non siamo attrezzati». Allegati
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